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La rubrica di Archeonews dedicata ai messaggi sull'archeologia

Uno spazio dedicato ai messaggi sull' archeologia. Chiunque, appassionato o addetto ai lavori può lasciare un piccolo messaggio di carattere archeologico e verrà pubblicato in questa sezione. Per aderire è sufficiente inviare una e-mail ad Archeonews con il messaggio, che verrà pubblicato nella rubrica entro quattro giorni. I messaggi inviati senza nome e cognome del proponente non veranno pubblicati. Per cancellare un messaggio è sufficiente inviare un e-mail avente come oggetto  "CANCELLA MESSAGGIO"   specificando il messaggio da cancellare.
 

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ATTENZIONE!! Archeonews si limita solamente a pubblicare i messaggi inviati, senza controllare la loro effettiva veridicità. Perciò Archeonews non è responsabile di messaggi falsi o mendaci nè di eventuali danni provocati dall'aver aderito a proposte contenute in essi. Si pregano quindi i Sigg.ri lettori di verificare con attenzione eventuali proposte.


 

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CONFERENZA A CAPRI

 

Mi chiamo Carmen Santagata, frequento la scuola di Specializzazione in Archeologia a La Sapienza di Roma e lavoro al nuovo Museo da poco inaugurato a Capri al Centro Caprense Ignazio Cerio. Il Museo espone collezioni di paletnologia, archeologia classica, zoologia, geologia e paleontologia. Volevo comunicare che il 14 ottobre, domenica, alle ore 11 nelle sale del suddetto museo si terrà una conferenza organizzata da me e dal Prof Marcello Piperno dell'Università Federico II di Napoli, cattedra di Paletnologia: il relatore sarà Jean Chavaillon celebre archeologo belga che si occupa da decenni della preistoria africana. Allego l'invito e il comunicato stampa.
Per chiunque voglia venire, l'ingresso è libero.
Per informazioni il mio e-mail è carmen_santagata@tin.it

Presentazione conferenza: DOVE 14 ottobre ore 11:00 Palazzo Cerio Piazzetta Cerio, n 5 Capri – Napoli

  Il 14 ottobre si terrà al Centro Caprense Ignazio Cerio una conferenza di Jean Chavaillon dal titolo “Origine ed evoluzione dell’Uomo.40 anni di ricerche in Africa Orientale”. Geologo del Quaternario e archeologo preistorico, direttore di ricerca al Centre National de Recherche Scientifique (CNRS) Jean Chavaillon è un luminare della preistoria mondiale che ha accumulato sin dalla sua laurea in Scienze Naturali all’Università di Parigi notevole esperienza sulle problematiche geologiche ed archeologiche africane pubblicando diverse centinaia di articoli ed alcune monografie sul problema delle origini ed evoluzione degli ominidi e sui risultati delle sue ricerche. Ha diretto dal 1965 importanti Missioni Archeologiche francesi in numerose località dell’Africa (Valle dell’Omo – datato a 2.3 milioni di anni - , Repubblica di Dijibuti – di oltre 1 milione di anni - , Melka Kunture – tra 1.7 ma e 200.000 anni fa). Attualmente partecipa attivamente alla Missione Archeologica italiana a Melka Kunture. La conferenza ripercorre la storia delle più antiche ed importanti scoperte attuate dalla seconda metà del secolo scorso in Africa Orientale e che hanno contribuito a definire l’attuale panorama mondiale delle ricerche preistoriche. Queste ricerche si rivelano fondamentali per la comprensione delle dinamiche evoluzionistiche e comportamentali delle più antiche forme del genere umano ed attraggono per questo l’interesse di studiosi di ogni parte del mondo. Le prime numerose forme umane (Australopitecine, Homo habilis, Homo erectus) che hanno abitato l’Africa Orientale a partire da 2.6 milioni di anni fa, i più antichi strumenti in rocce vulcaniche e quarzo da loro utilizzati per scarnificare antilopi e cavalli, il paesaggio del rift etiopico la cui formazione iniziata 15 milioni di anni fa (Miocene medio) è proseguita durante il Pliocene ed il Quaternario (era attuale) con frequenti eruzioni vulcaniche saranno oggetto dell’intervento. Questi ominidi alle prese con le condizioni di vita loro imposte da un paesaggio di origine vulcanica a partire da 2.6 ma modificarono intenzionalmente la roccia locale, fibre vegetali e legno utilizzandola per diversi scopi (difesa, minaccia, alimentazione). ll Centro Caprense Ignazio Cerio, ente morale fondato il 20 ottobre del 1949 dall’ingegnere Edwin Cerio, ha sede nell’antico Palazzo Cerio (costruito nel 1372) ha come scopo la promozione, anche in collaborazione con altri Enti, delle attività che illustrino l’importanza storica e scientifica dell’isola. Il Centro Cerio, grazie alla ricchezza delle sue collezioni, anima la vita culturale dell’isola di Capri attraverso l’organizzazione di manifestazioni culturali, conferenze, promozione di monografie riguardanti la ricchezza culturale dell’isola, attività didattica volta ad ogni tipo di pubblico (gruppi turistici, scuole, associazioni ecc). La ricca biblioteca, nell’attiguo Palazzo Feola, aperta al pubblico nel 1960, raccoglie ogni sorta di materiale riguardante l’isola (manoscritti, libri, opuscoli, carte geografiche, fotografie, giornali, spartiti musicali ecc); il Museo, riaperto al pubblico nel novembre del 2000 con un nuovo allestimento offre al pubblico un quadro esauriente della ricchezza culturale dell’isola attraverso le ricchissime raccolte effettuate da Ignazio Cerio, medico ed paleontologo e archeologo per passione, di reperti paleontologici, archeologici, geologici, zoologici e botanici

Per l'invito clicca qui

 

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SEGUSIUM

SEGUSIUM Società di Ricerche e Studi Valsusini (Ente non commerciale di tipo associativo) 10059 SUSA (TO) http://www.segusium.org/ . Le segnalo il nostro sodalizio culturale che vanta ben 38 anni di vita ed la produzione di una cinquantina di volumi alcuni miscellanei, altri monografici, l'organizzazione di importanti convegni di studio sia nazionali sia internazionali di cui sono stati pubblicati gli atti. Il nostro sito, pur nella sua semplicità, oltre a presentare la SEGUSIUM (breve storia, statuto, organismi, rivista, comitato di redazione) offre l'elenco completo delle pubblicazioni e tutti gli articoli che compongono i vari numeri della rivista, una panoramica delle iniziative sul territorio ed inoltre i regesti dell'ARCHIVIO STORICO CAPITOLARE DI SAN GIUSTO DI SUSA (dal 1029 al 1962) con un potente motore di ricerca. La ringrazio per la sua cortesia e ancora complimenti per l'iniziativa. Alberto Perino responsabile Web

 
 

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SACRA  VACUNAE

Gusti e sapori dell'antica Roma

 
Il comune di Vacone (Rieti) con la partecipazione della Pro-loco organizza la seconda edizione della festa in ambientazione romana che celebra l'antica dea sabina Vacuna, da cui prende nome il paese.
L'avvenimento, denominato Sacra Vacunae, si svolgerà dal 22 al 24 giugno 2001.
Il programma della manifestazione prevede un convegno storico con l'intervento di vari studiosi del settore (venerdì 22 alle ore 18) e la visita guidata al sito archeologico della villa di Orazio (domenica 24).
Durante le tre giornate sarà presente nello spazio ricostruito con materiale scenografico un'area ristorativa che permetterà ai visitatori di gustare 4 differenti menù che ripropongono l'antica cucina romana.
Saranno inoltre presenti nell'area:un piccolo mercato di prodotti locali della Sabina (olio, vino,miele ecc..); una mostra documentaria sui ritrovamenti archeologici della zona; uno stand souvenir.
Ogni sera sarà inoltre possibile vedere una sfilata in costumi dell'epoca ed altri intrattenimenti.
Al termine della manifestazione è previsto il sacrificio alla dea Vacuna.
 
 
Per ulteriori informazioni su Vacone e su come raggiungerlo consultare il sito:
Per contatti:
Comune di Vacone  tel. 0746 676833  fax  0746 676830
Ufficio turismo e cultura  tel. 0746 200672   cell. 0347 4967928
 

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SCOPERTA ARCHEOLOGICA DEL GRUPPO ARCHEOLOGICO MARTINESE

Venerdì scorso, durante una veloce battuta di ricerca speleo-archeologica, in una zona tra Martina Franca e Massafra, una squadra del Gruppo Speleologico Martinese ONLUS, si è imbattuta in un sito di interesse archeologico. Dapprima, il rinvenimento di numerosi frammenti di ceramica di diversi spessori e colorazioni, ci hanno fatto subito rendere conto che eravamo in un luogo che è stato molto frequentato dall’uomo in diversi periodi. Un paio di “cocci”, dallo spessore di più di un centimetro e di colore marrone scuro (uno è sicuramente il pezzo dell’attacco di un ansa, l’altro, si presenta con due piccoli bordini di ornamento), ci hanno fatto ipotizzare il periodo del Bronzo come quello più antico; altri pezzi, anch’essi spessi, ma di colorazione più chiara, ci fanno pensare al Romano ed al Medio Evo. Girando ancora sul luogo, ci siamo imbattuti in alcune costruzioni in pietra, tipo “specchia” semicrollate  e cave nell’interno. Intorno a dette “specchie”, molti sassi di grandi dimensioni, come a formare un recinto. Poco distante, un’altra sorpresa. Ci siamo imbattuti in ciò che sembra i resti di un DOLMEN. Quattro lastre di calcare, sono infisse nel terreno e tutt’intorno, numerosi sassi, quasi a formare un semicerchio e, fra i rovi, un paio di grossi massi che potrebbero farne parte. La località del rinvenimento, è una collinetta fra i confini di Martina, Massafra e Crispiano (non sappiamo ancora in quale territorio ricada con precisione). A meno di un chilometro in linea d’aria, si trovano: il Dolmen della Ginestra (Massafra), la Grotta con sepoltura del Corno della Strega, la Gravina del Vuolo ed il sito segnalato come un probabile villaggio fortificato del bronzo, Piazza dei Lupi (Martina).

 Messaggio inviato dal Presidente del G A MARTINESE Vincenzo PASCALI

gsmartinese@speleo.it

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SCOOP ARCHEOLOGICO?

Un messaggio inviato da un nostro lettore tratto dal SECOLO XIX di Mercoledì 28 Marzo 2001.

Parla della scoperta da parte di tre ingegneri di un medaglione datato 887 a.C. che farebbe arretrare di 400 anni l'interpretazione da parte dell' uomo dei corpi celesti.

In allegato le pagine del SECOLO XIX      pagina 1        pagina 2

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UNIVERSITÀ degli STUDI di NAPOLI  “PARTHENOPE”

(già Istituto Universitario Navale)

FACOLTÀ DI SCIENZE NAUTICHE

 

CORSO DI PERFEZIONAMENTO

in

SCIENZE DELL’AMBIENTE MARINO-SISTEMA MEDITERRANEO

A. A. 2000 – 2001         ARCHEOLOGIA SUBACQUEA

 

 

Il corso è finalizzato a stabilire un contatto forte, reale e consapevole tra i discenti e l’ambiente marino. Esso è strutturato in modo da formare la figura professionale dell’archeologo subacqueo, da dotare i partecipanti di una buona cultura inerente l’archeologia subacquea, di una buona capacità operativa in mare ed in immersione, della professionalità necessaria per poter organizzare al meglio un rilievo subacqueo utilizzando le tecniche e le strumentazioni più idonee.

  Gli argomenti del corso sono:

  1) Conoscenza generale sull’ecosistema marino con particolare riguardo alla caratterizzazione idrodinamica marina ed all’acustica subacquea.

2) Tecniche e metodologie di prospezione marina nel campo della archeologia subacquea.

3) Problemi di inquinamento marino e loro influenza sull’archeologia subacquea

  4) Aspetti storici, tecnici e giuridici dell’archeologia subacquea

  Il Collegio Docenti è composto da:

A.  Accornero, G. Budillon, G. Capasso, P. A. Gianfrotta, G. Giunta, F. Giordano, F. Maniscalco, M. Ribera d’Alcalà, G. Spezie.

La composizione del collegio può variare in funzione di specifiche esigenze.

  La durata del Corso è di 1 mese.

Il corso è articolato in 60 ore di  lezioni  teoriche e pratiche che si svolgeranno presso l’Università Parthenope, di pomeriggio dal lunedì al venerdì, ed in 40 ore di stage consistenti in attività operative in mare con l’ausilio di imbarcazioni attrezzate.

Per le attività in mare ci si avvarrà della collaborazione dell’I.S.FO.R.M. (ISTITUTO per lo SVILUPPO, la FORMAZIONE e la RICERCA nel MEDITERRANEO) con il quale è stata stipulata apposita convenzione.

  Il Corso avrà inizio lunedì 10 Settembre 2001.

  Requisiti per la partecipazione:

- Laurea in Architettura, Conservazione dei Beni Culturali, Ingegneria Civile, Ingegneria del Territorio e dell’Ambiente, Lettere, Scienze Ambientali, Scienze MM.FF.NN, Scienze Nautiche.

- Brevetto di Subacqueo di I Livello. (Tale requisito è assolutamente necessario. In mancanza potrà essere conseguito presso un Centro ufficialmente abilitato durante il corso e precedentemente agli stage operativi). Il brevetto internazionale  NAUI o PADI può essere conseguito anche presso l’I.S.FOR.M al costo di L.350.000.

  La partecipazione è limitata a n° 30 persone. A coloro i quali supereranno l’esame finale verrà rilasciato  un attestato accademico.

  È inoltre prevista la partecipazione al Corso, in qualità di Uditori (max. n° 20), di personale dipendente di enti pubblici, di forze dell’ordine e di forze armate, in possesso de diploma di scuola media superiore.

  Il costo dell’intero Corso è di 1.200.000 Lire e comprende anche una assicurazione, a cura dell’I.S.FO.R.M, a copertura dei rischi inerenti le attività subacquee.

Il costo del Corso (teorico) per gli Uditori è di Lire 700.000.

In caso di rinuncia l’importo non verrà restituito.

Le domande di ammissione  devono pervenire all’Università Parthenope, Via Acton 38 – 80133, Napoli, entro il giorno 16 luglio 2001, corredate dal  certificato di laurea o di diploma e copia delle  ricevute di  versamento di Lire 700.000 sul c.c. Postale N° 13694807 intestato all’Università Parthenope e di Lire 500.000 (solo per i laureati) sul cc bancario n. 2644, ABI 1010 CAB 40080, intestato al Presidente dell'ISFORM, Coppola Vincenzo, Agenzia Banco Napoli Piazza Bartolo Longo Pompei (NA), specificando  su entrambi i bollettini “Iscrizione  al Corso di Archeologia Subacquea” .Tutti i documenti  devono essere prodotti in carta semplice.

Le  domande indirizzate al Rettore dell’Università Parthenope, corredate dai documenti,  dovranno pervenire tramite  spedizione postale  ovvero essere consegnate a mano all’Ufficio Affari Generali  dell’Università Perthenope, in via Acton 38, 80133 Napoli entro le ore 12 del giorno 16 luglio 2001. Le buste dovranno riportare la dicitura: “Iscrizione al Corso di Archeologia Subacquea”,

Il programma dettagliato del Corso verrà comunicato con l’inizio del corso fissato nel Settembre 2001.

Per informazioni rivolgersi, c/o Istituto di Matematica, Fisica ed Applicazioni dell’Università Parthenope, via De Gasperi n. 5, Napoli, a Prof. Fabio Maniscalco 0815475552 - 3387011247 o Prof. Francesco Giordano, tel. 081.5475553/43 e-mail osservatoriobc@libero.it - giordano@nava1.uninav.it . 

  Il Rettore                                                                                           Direttore del Corso

Prof. Gennaro Ferrara                                                                    Prof. Giancarlo Spezie

 Scarica il documetno formato word

 

 

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PETIZIONE SU MONUMENTO DA SALVAGUARDARE

Firmate e fate firmare
l¹appello contro l¹installazione di un WC di fianco al
monumento dedicato a
G. V. Schiaparelli (1835-1910) in Savigliano (Cuneo)

   Non è la prima volta che la figura di Giovanni Virginio Schiaparelli, scienziato, astronomo, nato a Savigliano viene danneggiata e subisce insulti di vario genere. La sua casa natale, situata in via San Pietro, di fianco alla omonima chiesa, venne abbattuta negli anni Œ60 per fare posto ad un brutto edificio di cemento armato ora sede di una scuola materna. La lapide, che ricordava la nascita dell¹astronomo venne portata in Museo e da allora nessuno ha provveduto a ricollocarla.
   Quando, negli anni cinquanta si trattò di intitolare a qualche illustre personaggio il Liceo Classico si pensò di dare il nome del generale Arimondi, piuttosto che allo scienziato ed astronomo. Vero è che il podestà Galateri (fu nominato podestà il 23 marzo 1927) progettò un monumento in marmo e bronzo di buona fattura, collocato al termine di via Roma.
   Il monumento si colloca al centro di una rotonda ed ha come scenografico fondale un edificio che chiude la via, ex casa del fascio e più recentemente ex officina e colorificio.
   Ai lati, il Galateri, collocò, come scenario, dei giardinetti di contorno che, come quinte teatrali, dovevano circondare il monumento e sottolinearlo con una fasciatura discreta di alberi. Gli stessi muri della caserma e le case collocate dal lato opposto, furono arretrate e disegnate come due semicerchi a contorno del monumento.
   La collocazione ora di un WC a lato del monumento interrompe l¹eleganza del progetto originale inserendo un corpo estraneo nella originaria progettazione della piazza, in cui tutti gli elementi devono essere solo «contorno» discreto al punto centrale della piazza in cui si erge il monumento all¹astronomo. A lato destro una figura di donna nuda, la Verità, disvelata dalla Scienza.
   L¹ignoranza, la mancanza di gusto estetico, il disprezzo per il passato, l¹arroganza degli attuali amministratori distruggono i valori estetici, l¹armonia della piazza, la decenza che, quelli che ci hanno preceduto, hanno voluto lasciare per i posteri.
   Compito nostro, di cittadini saviglianesi, è impedire questo scempio, questo oltraggio a tutte le regole del buon gusto e della decenza.         Qui non si tratta di scelte politiche ma di cultura, di estetica di buon senso e di buon gusto.
   Ora, di questo insano progetto si sono già gettate le fondamenta e si sta per erigere la parte superiore.
   Solo se moltissime firme  di protesata arriveranno in Municipio i lavori saranno interrotti. Impediamo che il nostro passato venga distrutto.
   Vi preghiamo di diffondere questo appello a tutti quelli che conoscete e che ritengono che l¹amore per il passato sia fondamentale anche per il nostro futuro.

Giuseppe Brunod

documentazione e firme al sito

http://digilander.iol.it/bottaluigi/
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chi era,

Giovanni Virginio Schiaparelli
   Laureatosi a Torino a 19 anni, proseguì gli studi a Berlino con F .J. Encke e a Pulkovo con O. Struve e F.A.T. Winnecke. Nel 1860 entrò a Brera dove fu direttore dal 1862 al 1900. I suoi studi furono indirizzati in vari campi. Con i suoi studi su Marte fu il fondatore della aerografia scientifica moderna. Scoprì il pianetino Esperia.
Determinò i periodi di rotazione di Mercurio e Venere; collegò gli sciami di meteoriti con le comete: studiò le stelle doppie e fu tra i primi specialisti di statistica stellare. Le sue opere pubblicate dalla specola di Brera fanno di Schiaparelli uno dei maggiori astronomi del secolo XIX. Oltre a ricerche di storia dell¹astronomia si occupò di meteorologia, geodesia, matematica e geofisica, portando a queste scienze contributi originali. Collaborò con l¹arabista Carlo Alfonso Nallino per la pubblicazione dell¹opera astronomoca di  Al Battani. Il 4 luglio del 1910 mori in Milano. Il sindaco di Savigliano ne diede partecipazione con un Manifesto; la Giunta  deliberò di intervenire ai funerali e di intitolare a Giovanni Schiaparelli il nuovo corso che si era allora deliberato di aprire tra il piazzale della stazione Ferroriaria e quello della chiesa di San Giovanni e di erigere nella citta un Monumento che ne eternasse la memoria. Il Monumento fu inaugurato il 15 novembre 1925 presenti il Duca di Pistoia quale rappresentate del Re. Intervenne anche S. E. Pietro Fedele ministro della P.S. rappresentate del Governo

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Mostra “BRONSIN”

Antropologia e storia della Pampa india nell’incontro con gli emigranti piemontesi in Argentina

 

Chiesa di Sant’Agostino, Pinerolo

Via Principi d’Acaja

 

20 Maggio – 24 Giugno 2001

Inaugurazione: Sabato 19 Maggio, ore 17,30

Orari: Sabato 15,30-19; Domenica 10-12 e 15,30-19

 

Il Cesmap, Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica – Museo Civico di Archeologia e Antropologia di Pinerolo, organizza la Mostra: “BRONSIN – Antropologia e storia della Pampa india nell’incontro con gli emigranti piemontesi in Argentina”, a cura di Jose Carlos Depetris, in collaborazione con la Subsecretaria de Cultura e de Promocion de la Pampa, le Associazioni Gent dël Piemont, Conservacion del Patrimonio Cultural, Escritores, Santa Rosa, Argentina; l’Associazione Piemontesi nel Mondo, Pinerolo, ed il Centro di Documentazione Piemonte nel Mondo, Frossasco; l’Istituto di Antropologia dell’Università di Torino. Questa mostra tratta le diverse tappe del popolamento della Pampa Argentina, terra sconfinata e mitica per l’epopea dei gauchos, cavalieri e mandriani delle sterminate praterie sud-americane. Per mezzo di un centinaio di fotografie, disegni, mappe, accompagnate da didascalie, vengono presentate le diverse culture che vissero nel territorio che oggi occupa la Provincia de La Pampa. Sono così illustrati  sinteticamente più di 8600 anni di vita pampeana, la cui provincia viene presentata col suo tipico paesaggio rurale e urbano.

Il popolamento indigeno si articola in due periodi: il più antico si riferisce a quello dei cacciatori-raccoglitori e il secondo inizia con il processo di araucanizzazione, e cioè con l’arrivo di popolazioni araucane o mapuches, che attuarono la trasformazione culturale dell’area pampeana, documentata per mezzo di fotografie,  manufatti litici elaborati da queste popolazioni, pitture rupestri, prodotti artigianali. Sono evidenziati nella mostra diversi ritratti fotografici: trattasi di volti di indios   di  popolazioni ranqueles (di stirpe mapuche) e dei loro discendenti attuali (detti dagli emigranti Piemontesi nella Pampa “bronsin”, a causa del colore olivastro-bronzeo della pelle). Viene inoltre descritta la vita di frontiera contro gli indigeni e la “conquista del deserto” che significò l’espulsione dei ranqueles da queste terre.

Gli ultimi centoventi anni di vita nel territorio pampeano sono presentati con fotografie di criollos venuti da altre regioni dell’Argentina e con immagini dell’immigrazione europea. Di questo flusso migratorio in particolare si fa riferimento all’apporto degli italiani. Sono presentate foto di famiglie, lavoratori, negozi, industrie, edifici aventi relazione con i Piemontesi che si insediarono nella Pampa a partire dal 1890. Video e musiche indigene completano l’esposizione.

Conferenza

“LOS ROSTROS DE LA TIERRA”

I volti indios della Pampa argentina 
A CURA DI JOSE’ CARLOS DEPETRIS, AUTORE , CON PEDRO VIGNE, DELL’OMONIMO LIBRO

Salone delle Feste del Circolo Sociale (1806), Via Duomo 1 - Pinerolo

Lunedì 21 Maggio 2001, ore 20,45

 

 

INFO: CeSMAP, Centro Studi e Museo Civico d’Arte Preistorica – Viale Giolitti 1 – 10064 Pinerolo

Tel. 0121794382  -  Fax. 012175547  - E-mail: CeSMAP@cesmap.it  -  Web: www.cesmap.it

 

Prof. Dario Seglie, Direttore del Museo d’Arte Preistorica

 

IMPORTANTE APPELLO SU UN COMPLESSO PREISTORICO NEI MONTI SIBILLINI

Nell’Appennino centro-italico fra l’Umbria e le Marche, nella catena dei Monti Sibillini è stato individuato un consistente complesso ipogeo preistorico di probabile frequentazione arcaica. A quota 2000 mt. sulla vetta di Monte Sibilla e in prossimità del vestibolo da tempo crollato della grotta della famosa Sibilla appenninica, protagonista di numerose saghe medievale, sono state promosse e finanziate dal Comitato “Grotta della Sibilla Appenninica” indagini geoelettriche e georadar in un’area di circa 10.000 mq. I dati acquisiti e interpretati con la supervisione del prof. Gilberto Pambianchi incaricato dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Camerino a coadiuvare scientificamente l’iniziativa del Comitato, hanno rivelato un iniziale labirinto di cunicoli che sfocia in ampie cavità .
La scoperta in questione segna un’ulteriore pietra miliare per gli studi intorno alle origini antropologiche del mito della Sibilla appenninica, condotti in loco, da oltre quattro anni, dal Progetto Elissa, uno spazio culturale che annovera collaborazioni e contributi di liberi ricercatori e docenti di varie Università italiane ed estere.
Col definitivo trasferimento dal 1997 a Montemonaco (pittoresco paesino medioevale a quota 1.080 m.s.l. alle falde di Monte Sibilla nel Parco nazionale dei Monti Sibillini) delle sue attività editoriali e culturali (pubblicazioni, convegni, ricerca d’archivio, studi antropologici, storici, architettonico-simbolici ecc.) Progetto Elissa ha focalizzato il suo interesse quasi esclusivamente sui temi collegati o collegabili alla Sibilla locale, costituendo un comitato scientifico presieduto dal prof. Paolo Aldo Rossi (Storia del Pensiero Scientifico .itUniversità di Genova) per setacciare le fonti storiche e letterarie, ma soprattutto per cercare nuovi elementi documentali, monumentali e archeologici utili alla retrodatazione di un mito famoso in tutt’Europa e ispiratore della letteratura cavalleresca neorinascimentale (Andrea da Barberino, Antoine De La Sale ecc.), del Tannauser musicato da Wagner e di un’infinità di leggende popolari. La titolare e ideatrice di Progetto Elissa, Anna Maria Piscitelli (editore e giornalista) è anche Presidente del Comitato promotore “Grotta della Sibilla Appenninica” costituito, nel febbraio 2000 insieme ad altri soggetti locali e ad appassionati delle tradizioni della montagna, come movimento popolare per la promozione di studi e ricerche scientifiche tendenti ad attuare un progetto d’ispezione speleo-archeologica di questa misteriosa grotta d’altura che la leggenda indica come accesso al sotterraneo paradiso della regina Sibilla. Ma mentre le istituzioni locali hanno sostenuto fin da principio gli studi di Elissa sul territorio, partecipando con patrocini e contributi alle sue iniziative culturali, (tre Convegni, numerose tavole rotonde, mostre d’arte e fiction scenografiche sulla Sibilla e la sua grotta) e alle numerose pubblicazioni a tema, da quando si è costituito il Comitato, passando da studi teorici alle indagini concrete in situ, realizzate in tutta legittimità e rispetto per l’ambiente con la partecipazione della Soprintendenza Archeologica delle Marche e la supervisione scientifica dell’Università di Camerino, si è notato un generale irrigidimento e un’immotivata e aggressiva reazione da parte dell’Ente Parco dei Sibillini sfociata in un “appello” del Presidente Carlo Alberto Graziani che, in sintesi, proclama l’inviolabilità della grotta della Sibilla e l’inutilità d’ulteriori indagini per l’approfondimento e la retrodatazione del mito. A nulla sono valse le proteste di tutto un parterre di studiosi e accademici che, avendo collaborato per anni con Progetto Elissa nella formulazione di svariate ipotesi scientifiche sulle origini del mito, sono in attesa di conferme o smentite avvalorate dagli esiti di un’auspicata e doverosa ispezione speleo-archeologica della grotta. La questione viene palesemente ostacolata dall’Ente Parco che con il suo ostile atteggiamento condiziona politicamente anche gli altri enti territoriali. Questi, ad oggi, preferiscono ignorare le istanze popolari del Comitato e quelle del mondo scientifico nazionale e internazionale collegato ad Elissa, astenendosi dall’assumere il patrocinio di un progetto ormai avviato, pronto a un preliminare “carotaggio” di verifica delle più consistenti cavità già individuate, e che inevitabilmente coinvolge i programmi di sviluppo sostenibile di tutta l’area dei Sibillini (area già penalizzata da drammatici eventi sismici, dallo spopolamento, dall’emarginazione ecc.). Ma il problema della Sibilla e della mitica grotta appenninica, patrimonio culturale, ambientale, antropologico e archeologico di tutt’Europa, riconosciuto tale fin dal medioevo quando vi giungevano cavalieri da ogni dove, non può rimanere circoscritto in ambito locale. L’impegno di Elissa e del Comitato consiste anche nel fare appello all’opinione pubblica nazionale e internazionale, sensibilizzando vari Dipartimenti Universitari, antropologi, geologi, archeologi di fama mondiale, affinché levino le loro autorevoli voci a difesa del recupero di un sito di grande valenza storico-antropologica che a differenza di altri importanti complessi ipogei continua dopo millenni a rappresentare, nell’immaginario collettivo, l’arcaico simbolo di un mito immortale.

N.B. Consultare il nostro sito www.elissa.net - e contattarci per ulteriori informazioni via e-mail: edmir@tin.it - o telefonicamente al N° 0736856300. Per invio di materiale per corrispondenza scrivere al seguente indirizzo: Progetto Elissa, via Italia, 16 - 63048 Montemonaco (AP) Italy

SEGNALAZIONE MONUMENTO DA SALVARE

Mi scuso se l'argomento non è forse adatto ad un sito di archeologia, ma volevo segnalare che a Lizzano in Belvedere, provincia di Bologna, è conservato un antico "Delubro" del VI-VII secolo. Si tratta certamente uno dei più antichi monumenti cristiani dell'appennino ancora NON allo stato di rudere.
Da alcuni anni seguiamo con apprensione le sorti del monumento che, dopo i restauri eseguiti agli inizi del '90, è nel tempo caduto in uno stato di abbandono e di degrado. La struttura è importante perchè ancora integra e quindi di enorme valore architettonico.
Abbiamo allestito una pagina del sito per rendere pubblico lo stato attuale della struttura.
http://space.tin.it/arte/dkfgi/lizzano
Stiamo cercando di contattare la soprintendenza che, a quanto ci risulta, dalla fine dei lavori non ha effettuato nessun sopralluogo per monitorare lo stato di stabilità della struttura. Va sottolineato che il "Delubro" soffre per una pendenza di circa 20° che ne minaccia la stabilità.
Augurandoci di avere riscontro alla presente e ringraziando per l'attenzione porgiamo i nostri cordiali saluti.
Luca Giordani
Studio GioVe

IL MUSEO ARCHEOLOGICO MEDIOEVALE DI ATTIMIS

Il Museo Archeologico Medioevale di Attimis, posto a circa 20 Km a nord-est di Udine, dal 29 maggio è aperto al pubblico. Il museo è nato dalla necessità di custodire e presentare le vestigia e gli oggetti dela vita quotidiana dei castelli di epoca feudale (X-Xv secolo) di un ampio territorio lungo la strada pedemontana che da Cividale del Friuli conduce al Norico. L’opera è stata concepita con criteri espositivi "avanzati" accattivanti che intendono coinvolgere attivamente il visitatore senza rinunciare ad un’esposizione scientifica e didattica. Attraverso un ideale "viaggio a ritroso nel tempo" il museo conduce il visitatore all’epoca dei castelli feudali. Nelle prime sezioni vengono sviluppati i temi della storia delle fortificazioni e della loro evoluzione architettonica e tecnologica. Sono presentati poi i castelli del territorio (Attimis superiore, Attimis inferiore, Partistagno, Cucagna, Zucco, soffumbergo, Cergneu, Castello della Motta, Zuccola). In un’area appositamente attrezzata è possibile svolgere attività didattiche come la coniazione di una moneta medioevale (che corriponde alla replica di un "denaro pariarcale" d’argento rinvenuto in uno dei castelli), comporre una sezione stratrigrafica archeologica e capire le tecniche di realizzazione dei manufatti ceramici.

Il percoso, al secondo piano, continua con un immaginario approccio al castello, sottolineato da un ballatoio in ferro e tavolato ligneo che richiama l’idea di un antico ponte lavatoio. Sul ballatoio sono allestite vetrine dedicate alla caccia, alla pesca, all’allevamento e alla coltivazione praticata durante l’età feudale. L’immagine del Cavaliere di Soffumbergo (resti di ferro di armamento difensivo della fine del XIV secolo presentati su una sagoma) introduce nella "stanza del guerriero", dove viene trattato il tema delle armi e dell’armamento difensivo medievale. I resti dell’armatura, datati all’ultimo quarto del Trecento, sono oggetti molto suggestivi e di estrema rarità se si considera che in tutta Europa sono sopravvissuti pochissimi repertri di questo genere. Segue poi un allestimento significativo, concepito appositamente al fine di attirare l’attenzione su particolari che, se presentati isolati, risulterebbero muti e asettici: sono riprodotte, in modo fedele e puntuale, due scene con personaggi, ambientate rispettivamente agli inizi del XII secolo ("Alla corte del feudatario Corrado d’Atems nel 1107") e alla fine del XIV secolo ("A pranzo con i nobili Cucagna-Partistagno"). Nella stanza è installato anche un sistema multimediale di informazione che permette al visitatore di comprendere e aprofondire ogni particolare presente nelle scene. Una panormaicia sui più svariati aspetti della vita quotidiana nel castello medievale si ha nella stanza attigua in cui sono esposti reperti dei castelli. In un’area separata è possibile anche guardare un audiovisivo su argomenti inerenti i castelli e il materiale archeologico del territorio. Fra gli oltre 250 oggetti originali esposti spiccano la più antica Madonna lignea del Friuli (metà del XIII secolo, proveniente dalla cappella del castello di Partistagno) e una Madonnina con Bambino, intagliata in un osso di animale (XIII secolo, ritrovata nel castello di Soffumbergo a Faedis).

Il museo di recente si è dotato di un catalogo (132 pagg. con oltre 130 foto e una cnquantina fra disegni e mappe dei castelli) che non è in vendita, ma viene dato in omaggio a chi decide di coniare una moneta d’argento. È stato attivato anche il sito Internet www.museoattimis.it

Per quanto riguarda gli orari di apertura, durante il periodo estivo (maggio-settembre) il museo è aperto il martedì, giovedì, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Durante il periodo invernale (ottobre-aprile) il martedì e il giovedì dalle 10 alle 13, il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Il 25 dicembre e il 1 gennaio il museo resta chiuso.

Il museo offre servizi alle scolaresche, prevedendo, su prenotazione, visite guidate e programmi didattici personalizzati. L’edificio è dotato di shop per la vendita di pubblicazioni, guide e gadgets.

Il biglietto d’ingresso intero è di £ 6.000, ridotto £ 5.000 i bambini fino a 6 anni entrano gratis.

Per informazioni: tel. 0432-789700 e-mail: museo9castelli@hotmail.com.

NUMEROSE NOVITA’ AL MUSEO ARCHEOLOGICO MEDIOEVALE DI ATTIMIS

Il Museo della "Terra dei nove castelli" di Attimis ha cambiato nome: ora è il "Museo Archeologico Medioevale" di Attimis. Pur mantenendo inalterati scopi e obiettivi di un’istituzione nata con l’intento di favorire la valorizzazione del territorio e dei castelli Attimis, coniugando all’attività scientifica e di ricerca la didattica e le iniziative rivolte alle scuole, lo staff del museo ha ritenuto che il nuovo nome definisca con maggiore precisione e chiarezza l’offerta museale. Inoltre, i castelli che entreranno a far parte del futuro parco archeologico, in fase di progettazione, potrebbero essere in numero minore o maggiore rispetto alle previsioni iniziali. Numerose le novità anche in merito agli orari di apertura: per quanto riguarda l’orario invernale, da ottobre ad aprile, il museo è aperto il martedì e il giovedì dalle 10 alle 13, il sabato e la domenica anche il pomeriggio dalle 15 alle 18. Per quanto riguarda, invece, l’orario estivo, da maggio a settembre, il museo è aperto il martedì, giovedì, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Nei giorni 25 dicembre e 1 gennaio il Museo è chiuso. Il biglietto intero è di £. 6.000, ridotto (persone oltre i 60 anni, studenti fino a 27 anni, militari, invalidi, gruppi di almeno 8 persone, scolaresche) è di £. 5.000. I bambini fino a 6 anni entrano gratis.Il museo, inoltre, si è dotato di un catalogo. La pubblicazione (132 pagg., oltre 130 foto a colori e una cinquantina fra disegni e mappe dei castelli) non è in vendita, ma viene dato in omaggio a tutti i visitatori che decidono di coniare una moneta d’argento. Informazioni e aggiornamenti sulle attività espositive, didattiche e di ricerca del museo sono disponibili sul nuovissimo sito Internet www.museoattimis.it.

Telefax 0432-789700 E-mail: museo9castelli@hotmail.com per comunicazioni ed informazioni sul museo, archeoparch@museoattimis.it per informazioni sul territorio e sul parco archeologico.

SCOPERTA

Vorrei segnalarvi la recence ascoperta effetttuata dalla missione che opera a Bacchias,nell'oasi del Fayum,in Egitto.Lì nel corso dell'ultima spedizione ,ottobre-novembre 2000,il gruppo composto dai papirologi dell'uninersità di Lecce e dagli archeologi dell'università di Bologna,ha ritrovato un importante tempio di una delle divinità locali.Per maggiori informazioni contattate il centro di studi papirologici dell'Università di Lecce diretto dal prof.Capasso,troverete anche un sito on-line.

Paolo Sansonetti

CORSI DI ARCHEOLOGIA SUBACQUEA

Caro amico
siamo già in procinto di entrare nel 2001, e noi rinnoviamo il nostro programma di attività archeologiche subacquee. Il successo di questi ultimi anni ci ha permesso di continuare questa meravigliosa avventura, nel museo piu¹ antico del mondo, ³il mare².
L¹ultimo campo scuola di settembre, ci ha regalato una sorpresa eccezionale: il ritrovamento di un¹anfora tappata del sec. XII. L¹esperienza vissuta dagli allievi del corso, con il ritrovamento ed il recupero, resterà sicuramente per sempre nei loro ricordi. Questo evento comunicato da i piu¹ importanti mezzi di comunicazione: (RAI1, RAI 3, mediaset, radio , e quotidiani nazionali), ci ha permesso ancora una volta di dimostrare la nostra assoluta serietà e professionalità, nel condurre attività culturali e turistiche di grande interesse. La stessa base operativa di San Vito Lo Capo (Trapani), rappresenta oggi una delle località piu¹ belle del nostro paese, infatti proprio nel 2000, è stata premiata con uno dei riconoscimenti piu¹ prestigiosi in ambito Europeo, La Bandiera blu². Il nostro centro ti offre varie attività culturali e ricreative: campi scuola di archeologia subacquea, corsi di ricerca e prospezione archeologica subacquea, turismo archeologico, corsi per istruttori ³Archaeology instructor² certificazioni subacquee sportive, ³archaeology diver².
Visita il nostro sito internet, troverai ulteriori informazioni, e il programma 2001.
Nell¹augurarti un buon Natale e Anno nuovo
rimaniamo disponibili per ulteriori chiarimenti.
ciao ti aspettiamo

--
Marcello Rocca
Trainer tecnico
Underwater Archaeology Project
Nase italia
0335/451533 - 0348/3311040
http://www.infcom.it/columbus/ias.html
00249aaa@mbox.it.net

Mi preme informare che tramite i links del sito LASA (http://utenti.tripod.it/LASA/) è possibile accedere a
quello del CAI di Loano.
Su di esso vi l' importante novità del cicuito delle caselle realizzato nell' ambito del sentiero terre Alte.
Vi sono ottime foto delle caselle rimaste oltre ad informazioni sulla vita pastorale della zona.

Danilo Bruno
Sensibilizzazione sulle Grotte di Toirano

Cari Amici,
il prossimo 28 maggio 2000 ricorrerà il 50 anniversario della scoperta delle Grotte di Toirano.
Per fine ottobre sono previste importanti manifestazioni internazionali....ma oggi qual' è la
situazione:
1) visitatori stazionari e dimezzati rispetto a pochi anni fa;
2) il museo preistorico ormai chiuso da anni (ma è mai stato aperto?);
3) il materiale librario e didattico vecchio di decenni (sulla guida dell' Istituto di Studi liguri di
parla di orma dell' uomo di Neanderthal);
4) le prospettive? Poche e scarse.
E' così che si intende procedere al ricordo della scoperta? Il mondo archeologico vuole assistere
inerte alla situazione?
Meno male che in paese esiste un' associazione di volontariato (ACumuna veggia), che ha
creato e fa funzionare il museo etnografico oltre a svolgere una intensa attività culturale.
Dobbiamo resistere solo con il volontariato?
Cordiali Saluti
Danilo Bruno

Richiesta di documentazione dal LASA

Cari Amici,mi permetto segnalare due iniziative del LASA (Laboratorio di Antropologia Storica e Sociale delle Alpi marittime-aderente all' Associazione Internazionale per la Storia delle Alpi), su cui ci potreste aiutare:
1) A dicembre nel castello Del Carretto di Garlenda inaugureremo il primo lotto del museo del vino, curato dal nostro laboratorio. Stiamo cercando documentazione emateriale su esperienze vinicole di altre località (in particolare vitigni non più utilizzati, dati su vino nella preistoria e nelle incisioni rupestri,...);
2) Stiamo altresì organizzando la biblioteca della montagna nella nostra sede di Zuccarello.
La biblioteca costituirà una sezione dle sistema bibliotecario della comunità montana ingauna.
Non siamo ancora ufficialmente partiti ma già ora stiamo cercando pubblicazioni, che abbiano quale filo
conduttore "la montagna" sotto ogni profilo (antropologico culturale, sociologico, archeologico,
sportivo,...).
Qualora aveste informazioni o pubblicazioni da inviarci vi pregherei di fare riferimento l nostro recapito:
Danilo Bruno-via Piave, 20/12-17100 Savona (tel.019823607-03292239928)
Ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti
(Danilo Bruno)

Messaggio da Notaresco

Salve..siamo degli appassionati di archeologia e operiamo a Notaresco
un comune della provincia di Teramo.Siamo affiliati all'archeoclub locale,nel 1994 durante lavori di
ripulitura di vecchi ruderi(localita Gasciano Notaresco)sono venuti allaluce numerosissimi reperti di età romana, nonchè una cisterna ed una piscina con scalini ,la piscina misura circa nove metri per diciassette
con il relativo pavimento. Chi è interessato ad approfondire .ci contatti.
Messaggio inviato da Contrisciani Fausto d'Eustachio Riccardo Info: "electro"@inwind.it

Successo del ciclo di conferenze del LASA

Ha avuto grande successo il seminario del 6 maggio 2000 a Finale Ligure organizzato dal LASA, dal Museo Archeologico, dalla Biblioteca Civica e dall' Istituto Internazionale di Studi liguri.Vi sono stati ben 75 iscritti oltre ad un certo numero di appassionati, che hanno occupato i pochi posti rimasti liberi.
Sono intervenuti importanti archeologi e antropologi che hanno dibattuto il tema:"L' uomo e il segno nelle Alpi: rapporti fra la preistoria e le tradizioni popolari".
Sono tra gli altri intervenuti: Salsa (significato antropologico dei segni dell' uomo sulle Alpi), Lamberti ( echi ancestrali nel vivere quotidiano del 2000), Suzanne Simone (Arte protostorica e trascrizione dei linguaggi), H.De Lumley (Significato delle incisioni preistoriche del Monte Bego), Prestipino ( incisioni
rupestri e presenze preistoriche nelle valli del Bormida), A. Echassoux (corrispondenza delle incisioni di Monte Bego con quelle del Basso Mediterraneo), Vicino (Prospettive e limiti delle ricerca sulle incisioni rupestri del Finalese), A. Arellano Moullè ( i cacciatori di renna ai Balzi Rossi), Bertone ( la formazione delle comunità alpine nei ritrovamenti archeologici delle valli intorno a Susa), D. Bruno (una prima lettura antropologica del rapporto cibo-ecosistema in alta valle Pennavaire).
Chi fosse interessato agli atti del seminario (in corso di predisposizione) è pregato di scrivere
una e-mail a: lasalab@tin.it

Un nuovo sito sull' archeologia

Cari amici ecco il link di un sito sull' archeologia eualtini.interfree.it

Cercansi Archeologi Professionisti
Lo Studio Associato ALA Ricerche, consulente ufficiale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, seleziona archeologi professionisti per attività d'indagine archeologica preventiva o sistematica nel Centro Italia. Chiede quindi agli interessati l'invio di curricula in formato .txt per la loro valutazione.
info: ALA RICERCHE Studio Associato e-mail: ala_ricerche@libero.it
Messaggio Inviato dal Sig. Andrea Sasso
Scoperto il sepolcro di Marco Vitruvio Pollione?
In occasione del Convegno di Studi Formianum , concernente i giacimenti culturali del Lazio Meridionale, l'arch.Salvatore Ciccone relazionerà i risultati di una ricerca storico-topografica che ha condotto all' individuazione sul tratto formiano della via Appia del sepolcro di un MarcoVitruvio.Il monumento è eretto da un liberto su disposizione testamentaria del patrono, come recita l'epigrafe frammentaria alienata nel XVI secolo e ricondotta al sito originario secondo attendibili documenti letterari ed iconografici.La probabilità che il monumento possa essere appartenuto a Marco Vitruvio Pollione, il celebre architetto autore del trattato in dieci libri dedicato ad Ottaviano Augusto, è elevata dalla sua datazione alla prima epoca imperiale e da un ulteriore recente rinvenimento di un frammento epigrafico concernente un Marco Vitruvio. La presenza in Formia di numerose epigrafi, per lo più menzionanti liberti della gente Vitruvia, aveva già fatto ritenere l'origine del personaggio a questa città.
Formianum, Convegno di Studi sui Giacimenti Culturali del Lazio Meridionale,
VII-1999, Formia 12 dicembre; Segreteria tel. 0771-23731, ore 9,30-13,
17-20.

Info sciccone@tiscalinet.it          Messaggio inviato dal Sig.Cesare BRIGLIA
FORMIANUM
Convegno di Studi sui giacimenti culturali del Lazio Meridionale VII-1999

Il Convegno annuale "Formianum" è organizzato dalla ultraventicinquennale sede di Formia dell'Archeoclub d'Italia (Ente Morale), con il patrocinio della Città di Formia, della Provincia di Latina e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali-Soprintendenza Archeologica del Lazio.Giunto quest'anno alla settima edizione ha come finalità la ricerca, lo
studio e la divulgazione delle testimonianze storiche di Formia e di quella parte del Lazio meridionale costiero, tra Terracina e il fiume Garigliano, già appartenuta al regno di Napoli. I lavori si svolgeranno nell'arco della giornata di domenica 12 dicembre, presso l'Hotel Ariston di Formia (segreteria tel. 0771-770405) e rappresentati da una miscellanea di argomenti di indagine ad ampio raggio tematico e temporale concernenti l'attività umana nel suddetto territorio; è la struttura caratterizzante questo convegno anche riguardo alla trattazione di testimonianze per lo più inedite e pertanto "giacimenti culturali" da riconoscere e valorizzare come "beni culturali" a base dell'identità civile di quest'area.
L'impegno scientifico ed organizzativo volontario si consolida nella pubblicazione degli Atti per conto della Casa editrice Armando Caramanica di Minturno (tel. 0771-680838) che insieme al prestigioso istituto bibliografico per l'archeologia L'Erma di Bretscheneider in Roma (tel.06-6874129) assicurano tanto la distribuzione locale che quella nazionale ed
estera; il quinto volume è già prenotabile e previsto in uscita per febbraio 2000.
Gli interventi di quest'anno riguardano le recenti scoperte archeologiche curate dalla competente Soprintendenza lungo l'asse di via Vitruvio a Formia (Nicoletta Cassieri), occasionate dai lavori di posa delle condutture idrico-fognanti; il gruppo di ricerca epigrafica dell'Università di Roma "Tor Vergata" (Lidio Gasperini, Adelina Arnaldi); studi sulle rotte
altomedioevali tra il golfo di Gaeta e la Sardegna (Raimondo Zucca) e sull' opera caritativa della S.S. Annunziata (Maria G. De Ruggiero); sulla consistenza archeologica dell'Isola di Ventotene (Maria T. D'Urso); sulla toponomastica medioevale (Roberto Frecentese) e sulla terminologia dialettale nel costume femminile di Formia (Francesco Avolio, Università dell'Aquila); sulle testimonianze di architettura longobardo-benedettina (Silvana Enrico); sulla documentazione condotta dall'ottecentesca "Commissione Conservatrice di Terra di Lavoro" (Eugenio M. Beranger).
Nel contesto di "Vitruvio 2000", Bimillenario inaugurato lo scorso anno dall 'Archeoclub di Formia per onorare Marco Vitruvio Pollione, celebre architetto romano autore del trattato in dieci libri dedicato ad Ottaviano
Augusto, la cui natalità viene attribuita a Formia da numerosi documenti epigrafici, verrà presentato il risultato di una ricerca che ha condotto quasi certamente all'individuazione del suo sepolcro (Salvatore Ciccone): un ulteriore contributo in vista dell'evento commemorativo che l'Archeoclub di Formia ha in corso di preparazione per l'anno 2000.
Formianum, Convegno di Studi sui Giacimenti Culturali del Lazio Meridionale,
VII-1999, Formia 12 dicembre; Segreteria tel. 0771-23731, ore 9,30-13,
17-20.

Info: sciccone@tiscalinet.it          Messaggio inviato dal Sig. Cesare BRIGLIA

Cercansi Archeologi
Cercansi archeologi anche dilettanti per riordino e classificazione interessantissimi reperti civiltà precolombiane scopo esposizione fini beneficenza.
Zona Perugia e lago Trasimeno offrendo ospitalità completa periodo studio e riordino, esperienza unica settore archeologia civiltà precolombiane. Periodo dal 10 agosto in poi, senza limitazioni e condizioni oltre quelle di massima serietà e competenza o almeno passione per l'arte antica e la cultura.SARETE BENVENUTI da amici in casa di amici .
OCCASIONE UNICA per una esperienza irripetibile!

Info:
mazzopino@yahoo.com
mazzopino@ftbcc.it            Messaggio inviato dal Sig. Mazzoni Giuseppe

Convegno
Si è tenuto a Zuccarello lo scorso 9 ottobre 1999 il convegno internazionale su " Dalla pietra a suono: segni dell' uomo nelle terre alte fra pastorizia, agricoltura e tradizioni popolari" organizzato dal LASA ( Laboratorio di Antropologia Storica e Sociale delle Alpi Marittime) di cui è responsabile scientifico il prof. Annibale Salsa. Nel corso del convegno è emerso lo stretto legame esistente nella formazione delle coscienza collettiva delle collettività alpine fra archeologia e tradizioni popolari.Tale elemento è emerso in particolare negli interventi di Mano, Bertone, Salsa, Lamberti, Amirante, Bruno. Chi fosse interessato al tema è pregato di scrivere a Danilo Bruno, via Piave 20/12, 17100 Savona oppure inviare una e-mail a lasalab@tin.it
Il direttore del LASA
(dott. Danilo Bruno)
P.S.
Pensiamo ad esempio come le prime popolazioni alpine si organizzarono e quanto è sopravissuto di ciò nelle tradizioni popolari con particolare riferimento alla cristianizzazione

 

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